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I LOVE 3T - TALENTO TECNOLOGIA TOLLERANZA

a cura di Laura Villani

La mostra I LOVE 3T (Talento Tecnologia Tolleranza) presenta una straordinaria panoramica di video ed alcune installazioni che declinano con i più diversi linguaggi artistici il tema che fa da sfondo e da elemento ispiratore e di raccordo delle varie poetiche a questa iniziativa sviluppata in occasione di Futurshow 3004.

Racconta visioni di un futuro narrate con la tecnica del video Vittoria Chierici che con “Street Fight” rappresenta New York come una città dura dove barriere, recinzioni, palizzate, filo spinato, muri di confine, bloccano la libertà di movimento, con “Jacking” rappresenta le pompe per l’estrazione del petrolio in Texas, un’icona della tecnologia, quasi un animale preistorico nella ripetività ossessiva del movimento ciclico.
Michele Chiossi con il video “Omaggio a A e B”, (Omaggio a Alighiero Boetti) riprende una piazza italiana sulla quale i piccioni come elemento onnivoro magmatico grigio mangiando il grano con il sonoro dell’Apocalisse di Menotti “Gli angeli militanti,” scoprono la mappa del mondo con chiaro riferimento alle mappe di Boetti Con WTO (World Trade Organization) Chiossi presenta l’iconografia del videogame, riflessione sull’uomo contemporaneo in corsa e sui mutamenti che la globalizzazione ha introdotto; mappe geometrico astratte di luoghi percorsi da un uomo in corsa alla ricerca di nuovi spazi e nuovi territori.
Nicola Evangelisti con video “Space-time distorsions” cerca di dare un’interpretazione visiva delle teorie scentifiche legate al concetto di spazio-tempo e della conseguente curvatura della luce di Einstein per il quale nell’universo lo spazio e il tempo costituiscono un continuum quadrimensionale incurvato dalla presenza della materia. I raggi luminosi che viaggiano in linea retta in presenza di campi gravitazionali deviano la loro traiettoria fino a creare circonvoluzioni complete dando vita a scenari mirabolanti.
Ottomar Kiefer in “Allo Berlin … ici Paris , Il lovephone del cinema” presenta un lavoro con un collage di telefonate d’amore tratte da celebri film.
Yoko Ono con “The Onochord message: I love you” l’artista presenta il suo messaggio d’amore universale dove le tre parole: I love you. sono cadenzate e modulate ritmicamente dallo spegnersi ed accendersi di una torcia. L’installazione presentata alla Biennale di Venezia, Facendo lampeggiare la torcia nelle frequenze e nei tempi richiesti dal messaggio da navi , dalla cima delle montagne, dagli edifici usando l’intero edificio nelle piazze cittadine, dal cielo e al cielo. Continuate a mandare il messaggio fino alla fine dell’anno ed oltre. Continuate a mandare il messaggio ovunque sulla terra e verso l’universo Continuate a mandare I singole: mandate il messaggio a mano o usando torce o accendini. Video by Richarda Peters.
Jean Michel Basquiat “Downtown 81 “Downtown 81 riprende la vita del leggendario artista americano Jean-Michel Basquiat (1960-1988) artista grafitista, poeta e musicista di 19 anni, e l’eccitante scena artistica e musicale del downtown New York nell’inverno del 1980-1981. Il film.Downtown 81 non solo cattura uno dei più importanti artisti del ventesimo secolo, ma anche una dei periodi più vitali della cultura americana, con l’esplosione della new wave music, nuove espressioni pittoriche quali l’hip hop e il graffity, presenta le performance di alcuni delle più importanti band underground dell’inizio degli anni ’80.
Maurizio Orrico ”Tollerare l’uomo” Il video ci racconta come la comune origine dell’uomo e della scimmia ed i loro differenti percorsi ha portato a prendere in considerazione di come scimmie tollerano l’uomo, così evoluto così lontano dalle sue radici. Una visone rappresentata in modo sintetico in un dialogo tra uomo e scimmia a contrastare le rotaie di un treno in corsa, dove i binari, ripresi ad alta velocità, rappresentano la corsa verso il futuro.
Ricarda Peters “Reflections on reflexes” presenta un lavoro sulla natura come elemento astratto. Con l’ausilio della tecnica digitale possono essere rese percepibili dall’occhio umano le 25 immagini al secondo che la video camera può riprendere, non, le singole immagini possono essere rese visibili. E qui collegate in una sequenza.
Stefano Scheda in “Cartoline” riflette sui temi del tollerare il bello, l’uomo clonato ed il non luogo Una viideo-installazione sulla rappresentazione ambigua della realtà fra natura ed artificio in una visione più astratta che narrativa. Una rappresentazione dell’accettazione dell’altro in un confronto estetico del corpo fra ideale e realtà del corpo clonato, collocato nel virtuosismo di uno spazio infinito. Nel video “Atropina” presenta la donna come indice della differenza, matrice del futuro, messaggio evidenziato dalla luce come emanazione di energia vitale, dove la sfocatura rappresenta una visione più spirituale e mentale dell”altro.
Fasoli M&M presenta “Vola alto come le aquile” un video, girato a Parigi, Roma, Praga Varsavia, Bucarest, Budapest che ci fa pensare su come dall’alto tutto è relativo. Un video come un teatro dove più immagini scorrono in contemporanea dalla visione di scene tranquille, rilassate, di bambini che suonano, di cui a poco a poco si scopre il disagio. Ma nella vita che scorre non c’è bene né male ma solo vita, perchè anche quando è travagliata è sempre vita.
Devis Venturelli con “La danza di nessuno” presenta un aforisma per immagini che parla del superamento delle distanze tra le persone, raccontando in maniera sintetica la difficoltà di superare il limite che separa l’altro da se, il difficile incontro della differenza, l’impossibilità di un controllo assoluto sull’altro. Vincitore del premio “Sezione Web al 5° International Short Film Festival Circito Off” di Venezia. Un secondo video “Anima Gemella” ha per tema lo spiazzamento che produce la reciprocità di gesti quotidiani. Infine “Atti osceni” presenta la tolleranza della diversità rappresentato nel gesto di pettinarsi tra persone di razze diverse. Racconta del piacere di avvicinare l’altro attraverso un gesto pacifico di scambio che può divenire provocatorio se compiuto in un contesto non abituale. Il pettinare come metafora di un gesto di pace, pettine-arma-pacifica che provoca nell’altro un senso di leggero straneamento e di piacevole alterità, un gesto leggero e dilagante che può generare a macchia d’olio una catena umana di pace e tolleranza.
Dal mondo del teatro Sonja Vukicevic sarà presente con il video “Il Processo” sullo spettacolo che reinterpreta in chiave contemporanea il testo di Macbeth.