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Video Village – World Wide Video Festival Edition


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Festival di media arte a cura di Art-U

Video Village – WWVF Edition è un festival di media arte promosso da Futurshow 3004. La Triennale, sede principale del festival e partner dell'iniziativa, ospiterà una mostra di videoinstallazioni, un 'media lounge', numerosi incontri con artisti e performance.
Video Village è organizzato dall'associazione culturale Art-U ONLUS e curato da Isabella Galli e Marina Turco, in collaborazione con il direttore del WWVF Tom van Vliet.


Le date

La mostra di videoinstallazioni resterà aperta dal 16 novembre al 12 dicembre 2004.
Gli incontri con gli artisti e le performance si svolgeranno durante la prima settimana del festival, dal 16 al 21 novembre, in concomitanza con Futurshow, dove verrà allestito un secondo media lounge nei giorni 19-22 novembre (Fiera Milano).


Tecnologia, Talento, Tolleranza

Tecnologia, talento e tolleranza sono i principali fattori che generano innovazione nelle società contemporanee. La 'teoria delle tre T' descritta da Richard Florida, che ispira Futurshow 3004, è sicuramente confermata dalla storia della videoarte. Da quarant'anni il medium video (la tecnologia) nelle mani degli artisti (il talento) ha generato innovazione estetica e nuovi modelli di comunicazione.
Video Village è un nuovo festival che si propone di esplorare le tecnologie 'visive' (analogiche e digitali) in tutte le loro applicazioni culturali. Ma poiché non ci può essere innovazione senza storia, Art-U ha scelto di cominciare questa esplorazione con una rassegna storica, una retrospettiva di un importante festival di video arte, il World Wide Video Festival di Amsterdam (1982-).
Il WWVF ci porta alla terza 'T', quella di 'tolleranza'. La fondazione olandese, infatti, ha scelto negli ultimi anni di ricercare e promuovere opere di artisti non occidentali, e di analizzare l'uso delle nuove tecnologie in contesti sociali e politici diversi dal nostro.


Le opere

Video Village, nella sua prima edizione, presenterà una selezione delle opere più significative presentate e prodotte dal WWVF negli ultimi dieci anni, insieme alla videoinstallazione di un giovane italiano, Luigi Rizzo, creata appositamente per l’occasione.

Nelle videoinstallazioni l’immagine elettronica viene proiettata su grandi schermi, creando complessi ambienti scenografici in cui lo spettatore si immerge.

Nei media lounge saranno presentati dieci monitor tematici con un’ampia panoramica della videoarte internazionale (Asia, Africa, America, Europa), scelti dagli archivi della fondazione olandese, e una selezione di video di artisti italiani. Qui il visitatore potrà costruirsi un percorso personale, selezionando le opere da visionare su ogni singolo monitor.

Il festival avvicina l’artista al suo pubblico, talvolta con la stessa presenza fisica degli autori, attraverso performance e progetti realizzati in loco. Nelle videoperformance l’autore ‘dialoga’ con il medium elettronico, sperimentandone le possibilità tecnologiche o narrative. In occasione dell’apertura del festival verrà presentato un cine-concerto, che sarà ripetuto nella prima settimana della manifestazione.


Programma "Meet the artist"

Gli artisti che espongono un’installazione o eseguono una performance e gli italiani che presentano dei video sui monitor riservati all’Italia parleranno del loro lavoro e risponderanno alle domande del pubblico durante gli incontri previsti alla Triennale. Gli incontri saranno accompagnati dalla proiezione di single screen.
Moderatori: Isabella Galli, Marina Turco, Tom van Vliet.


World Wide Video Festival: vent’anni di media arte

Il WWVF è una fondazione sorta all’Aia nel 1982. Nei primi anni Ottanta, quando il video era considerato un fenomeno di avanguardia nel mondo dell’arte, il WWVF presentava in Olanda artisti come Nam June Paik, Bill Viola, Tony Oursler, Gary Hill, Robert Cahen, oggi celebrati nei principali musei del mondo.

Nell’ultimo decennio, trasformatosi da occasione di incontro per pochi specialisti e artisti nel campo del video in evento sempre più importante e ricco di proposte, il WWVF ha presentato artisti come Marina Abramovic, Sam Taylor-Wood e William Kentridge.

Negli anni Novanta, inoltre, il festival ha svolto un ruolo importante nella ricerca di nuove forme di presentazione e di produzione per la media arte. Il programma comprende ogni anno videoinstallazioni allestite in spazi pubblici, seminari, proiezioni di tipo ‘cinematografico’, performance. Oltre a proporre allestimenti innovativi per opere già esistenti, il WWVF ha prodotto e commissionato lavori nuovi. La ricerca dei curatori si è orientata soprattutto verso i paesi in via di sviluppo, dove la media arte ha un ruolo spesso molto diverso che in Occidente, e il video può ancora avere una forte funzione sociale e politica. Tra gli esempi più significativi ci sono la presentazione di videoartisti sudafricani (Minnette Vári, Tracey Rose, Rodney Place) e indiani (Nalini Malani) e il progetto In/tangible cartographies. New Arab Video (2001).


E-dentità: identità elettroniche e cultura globale

Le tecnologie della comunicazione hanno svolto un ruolo fondamentale nella nascita della network society. Manuel Castells definisce così le società contemporanee, in cui l'information technology è causa determinante di radicali cambiamenti non solo politici, sociali ed economici, ma soprattutto antropologici e culturali. I 'flussi' sempre più complessi e numerosi di informazioni e di esseri umani che attraversano il pianeta hanno rimesso in discussione l'identità degli individui, dei gruppi sociali e politici. Due termini come globalizzazione e identità sono stati visti spesso come opposti e inconciliabili. Ma solo all'interno del network globale possono ricostituirsi, faticosamente e con molti conflitti, le nuove identità locali. E solo non negando, bensì 'personalizzando' il progresso tecnologico, si potrà costruire un equilibrio mondiale.
Il World Wide Video Festival ha tracciato, in vent'anni di attività, una mappa storica di questi cambiamenti, partendo proprio dai 'mezzi' che li determinano (le tecnologie della comunicazione, televisione, video, computer). Migliaia di voci raccontano il proprio personale viaggio verso la ricostruzione di una identità, a tutti i livelli: politico (nuovi colonialismi e nazionalismi, conflitti 'tribali', crollo dei regimi comunisti), sociale (fenomeno dell'immigrazione, clandestini, metropoli globalizzate, nuovi movimenti sociali), religioso (integralismo islamico, conflitti religiosi, nuova spiritualità in Occidente), culturale (ritorno alle culture d'origine degli immigrati nei paesi industrializzati, questione delle etnie 'senza nazione', come i popoli nomadi), artistica (fine degli 'ismi' e dei movimenti unitari, crisi dell‘estetica occidentale, diversa funzione dell'arte nei paesi in via di sviluppo), personale.