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A Mano Libera

GIANLUIGI COLIN - Variazioni sui gesti dell’incontro (Futurshow 3004)

L’incontro tra gli uomini, il valore della solidarietà, della tolleranza, dell’integrazione, del rispetto della diversità nell’affermazione della propria identità. Ecco i temi fondanti del nuovo lavoro artistico di Gianluigi Colin con una nuova performance durante la quale incontra (e farà incontrare) persone comuni e celebrità “fermando” le loro strette di mano, o semplicemente l’impronta della mano in un nuovo racconto visivo ricco di poesia e emozione. Nell’ambito delle manifestazioni culturali di Futurshow 3004, Colin, infatti, fisserà su stampe fotostatiche in edizione unica la memoria di tanti uomini motivati dall’esclusivo desiderio di mettere in relazione la propria esistenza.

Si creerà così una mostra in progress che troverà forma attraverso la collaborazione dei partecipanti (dai grandi ospiti di Futurshow come Bill Gates o il premio nobel Derek Walcott sino al giovane e sconosciuto studente). Colin realizzerà le opere davanti al pubblico e in collaborazione con i presenti. Le persone sono libere di lasciare la propria impronta della mano come segno di un proprio passaggio. L’artista interverrà inserendo colori e attuando la propria tecnica espressiva. A chi parteciperà alla performance Colin donerà un’opera originale come testimonianza dell’evento.

Colin non è nuovo a esperienze artistiche simili: per alcuni anni ha dato vita a una ricerca artistica durante la quale ha elaborato con il pubblico i ricordi privati delle persone: foto, documenti, lettere e altri piccoli frammenti della sfera affettiva: minimi simulacri di emozioni che ha trasformato in altrettante nuove icone. Un lavoro che attraverso tappe in molte città (Milano, Roma, Napoli, San Pietroburgo, Buenos Aires) è diventato una mostra e un libro. (Vie di Memoria Ed. Charta).

Gianluigi Colin (1956) sta all'incrocio tra due sistemi solo apparentemente diversi, quello delle parole e quello delle immagini. Il suo lavoro è un viaggio nella rappresentazione, sulle icone del nostro tempo. E lo fa attraverso un percorso di citazioni, sulle fotografie di cronaca, sui personaggi più celebrati, sui grandi avvenimenti dell'attualità ma anche sull'universo delle immagini della memoria, quella vita privata e quella che diventa Storia. La sua, dunque, è una ricerca artistica dal forte impegno etico e civile. Ha esposto in numerose città in Italia e all'estero: sue personali a Milano, al Palazzo dell'Arengario (nel '98); alla Uma Gallery di New York (1999); al museo Crac di Valence (2000), al Museo Recoleta di Buenos Aires (2002), Museo del Subte di Montevideo (2002), al Centro de Exposiciones di Mendoza (2003), a Villa Manin di Passariano (2003), alla Fondazione Mudima a Milano. (2003) al Manege di San Pietroburgo (2003). Le sue opere sono raccolte in musei e collezioni in Italia e all'estero. Gianluigi Colin è art director e responsabile dell'immagine del Corriere della Sera. Ha insegnato per alcuni anni all'Istituto di Conservazione dei Beni culturali dell'Università di Parma con il corso "Teoria e tecniche dei nuovi media" e all'Università cattolica di Milano al master di specializzazione di Comunicazioni sociali. E' autore di alcuni libri: ha curato "Formato Corriere" (Art&, 1990), un volume dedicato al Corriere della Sera. Ha poi realizzato "Il disegno delle parole" (Rizzoli, 1994). "Imprimatur" (Motta editore, 1998). Ha infine pubblicato "Presint Storic" (Ed. Colonos, 1999), "La fabrique du present" (ed. Crac, 2000) e La fabbrica del presente (Charta, 2002), Vie di Memoria (Charta 2003). Vive e lavora tra Milano e Roma.