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Éder Santos Encyclopedia of Ignorance
(Brasile, 2003), videoinstallazione multipla

L'Enciclopedia dell’ignoranza è un’installazione strutturata come un’enciclopedia ed ha a che fare con l’esperienza delle trasgressioni e i vizi – vanità, gelosia, pigrizia, lussuria... – degli esseri umani, e con le emozioni e gli stati d’animo che questi sono capaci di provocare.
Seguendo la normale impostazione di un’enciclopedia, o di un dizionario, ogni trasgressione, o sentimento, diventa un ‘lemma’ con un proprio spazio. E’ quindi possibile parlare di 'installazione multipla': all’interno di un’unica opera è racchiusa una serie di lavori (le voci dell’enciclopedia), ciascuno rappresentativo di un ‘vizio umano’.
Nei tre 'lemmi' presenti a Video Village (Vizio, Pigrizia e Gelosia), valori tradizionali e moderni tabù si mescolano in una visione fortemente poetica ed evocativa, anche grazie all’importante ruolo svolto dalla musica. Éder Santos è fortemente consapevole delle relazioni esistenti tra i mezzi tecnologici e la rappresentazione culturale: “Non ho mai dimenticato che utilizzo una tecnologia quasi completamente sconosciuta alla mia città e al mio paese. C’è una distanza, un ‘vuoto’, nella relazione tra sociale e tecnologico. Quindi cerco sempre di utilizzare elementi della nostra cultura. Attraverso i video cerco di esprimere sensazioni visive e tattili, stati d’animo e sentimenti. Voglio dare vita ad un mondo privato che corrisponda allo stesso tempo ad una realtà interiore ed esteriore”.

Vizio. Su una lastra di marmo sono proiettati dei corpi stesi in un fango bianco, confusi tra forma e 'anti-forma'. Rappresentano la muta lotta dell'uomo con la sua progenie. L'uomo trasmette ai suoi discendenti e allo stesso tempo eredita da se stesso tutti i suoi difetti e le sue perversioni. Il suo volto si segna di rughe. Il vizio assume ogni giorno una forma diversa.
Gelosia. Più la neghi più si manifesta. Il continuo scambio di posizione dei personaggi in una sala da pranzo, che suggerisce relazioni e impegni reciproci, si conclude con l'emergere di una inconfessata gelosia in chi si considera danneggiato dall'essere collocato in una certa posizione in un certo tempo.
Pigrizia. Il suono continuo di una goccia d'acqua che cade in un lavandino. Si sente l'eco di quel suono. Su una superficie trasparente è proiettata l'immagine della goccia che non cade mai. La goccia si ingrandisce, si allarga, quasi scoppia per la pressione. La goccia non verrà mai liberata, non potrà mai cadere.

Nel media lounge verrà presentata una compilation di single screen di Santos. L’artista presenterà il suo lavoro in un “incontro con il pubblico” in Triennale il giorno 16 novembre alle ore 18.30.

Éder Santos è nato a Belo Horizonte (Brasile), dove tuttora risiede, nel 1960. Nel 1984 si laurea all’Università di Minas Gerais in Arte e Comunicazione Visiva. Il suo primo video risale al 1984, le sue prime performance e video installazioni al 1990. In ogni sua creazione l’artista rielabora elementi provenienti dalla cultura brasiliana ed elementi provenienti da altre culture. Socio fondatore di Emvideo, una compagnia di produzione video indipendente, Éder Santos ha sempre lavorato anche per la televisione. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre internazionali sia in America che in Europa (Videobrasil; World Wide Video Festival; Festival del Cine de Cuba, Havana; Festival del film e del Video di Zurigo, Svizzera; XX VideoArt Festival, Locarno, Svizzera; Festival del Cinema e Video di Montreal, Canada, ecc.)
www.wwvf.nl (archivio 2003) | www.emvideo.com.br