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RUDY RUCKER

Matematico e informatico, celebre negli Usa e nel mondo per i suoi romanzi di fantascienza (bestseller come “Spaceland” o “The Hacker and the Ants”). E’ nato nel Kentucky nel 1946 e si è trasferito nella Silicon Valley all’età di 40 anni. Ha pubblicato 25 libri, tra saggi di divulgazione scientifica e romanzi. E’ stato un pioniere del movimento cyberpunk ma ora preferisce definirsi uno scrittore “transrealista”.

Rucker è professore “emeritus” di computer science alla San Jose State Univeristy, dove ha sviluppato programmi freeware relativi alla teoria del caos, alla vita artificiale, alle dimensioni superiori e ai computer games. Ha da poco pubblicato il saggio “The Lifebox, the Seashell and the Soul”, dove vengono affrontate molte delle tematiche relative alla creazione di un cyberself e alla possibilità di estendere per vie digitali la propria memoria di sé (se non la propria personalità) anche dopo la morte. Ma della possibilità di replicare in un doppio telematico la propria natura umana Rucker già scrisse in alcuni dei suoi primi romanzi di fantascienza e in tutta la tetralogia di “Ware” (da “Wetware”, aggiudicatosi il Philip K. Dick Award, in cui prefigura l’”uploading” della mente su supporto informatico, a “Freeware”).

Molti dei romanzi di Rucker sono stati tradotti in italiano (nella collana Urania di Mondadori), e la sua autobiogragia “Filosofo Cyberpunk” (Di Renzo 2000) è apparsa esclusivamente in italiano.